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Una procedura per chiudere i debiti vantaggiosa anche per i creditori

sos-sovraindebitamento3Quando un debitore si trova nella situazione di non poter più fare fronte ai suoi debiti, anche i creditori hanno interesse a una liquidazione ordinata dei suoi beni. In una situazione come quella attuale in cui la crisi mette in difficoltà molte famiglie, il parlamento, con la conversione a dicembre 2012 del decreto Sviluppo, ha introdotto in modo più congruo rispetto alle esigenze attuali l’istituto dell’esdebitazione, che consente anche ai soggetti non assoggettabili alle procedure fallimentari, la risoluzione della situazione debitoria. Per capire come funziona la nuova procedura, quali sono i vantaggi e quali le caratteristiche, abbiamo fatto il punto con il Dott. Salvatore Carluccio, Presidente di Mondoconsumatori e Confederconsumatori.

Quale è la novità più importante della nuova procedura?
La nuova procedura introduce intanto una differenza tra consumatore e altre figure di insolvente civile. Queste ultime sono infatti rappresentate in genere da piccoli imprenditori, da professionisti o da altre figure come per esempio i soci di società che hanno sottoscritto obbligazioni fideiussorie verso le banche a garanzia di prestiti alla società.

Quali sono i procedimenti di esdebitazione?
In pratica ci sono ora tre procedimenti. Un “accordo di composizione della crisi” che richiede l’accordo del debitore con una maggioranza qualificata di creditori (il 60% dei creditori chirografari, cioè privi di garanzie come il pegno e l’ipoteca) e l’omologa del tribunale. La “liquidazione del patrimonio” del debitore, che rappresenta un modo per organizzare e rendere più equa ed efficace la realizzazione dei beni del debitore per il soddisfacimento dei creditori. E infine il “piano del consumatore”, riservato per l’appunto soltanto all’insolvente civile-persona fisica che può essere qualificato “consumatore” (quello cioè che ha fatto debiti per ragioni estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta). La caratteristica di questo “piano” è che esso può essere “imposto” ai creditori, a prescindere dalla loro accettazione, se è omologato dal tribunale l’assenso di una maggioranza): ma, per l’appunto, quest’ultima possibilità è riservata al solo “consumatore”.

Quali sono le peculiarità della nuova procedura di insolvenza civile?
Innanzitutto una platea molto vasta di soggetti che possono farvi ricorso, sia per dimensioni (piccoli imprenditori che prima non potevano accedere alle procedure fallimentari) o per natura (privati cittadini; professionisti; associazioni; fondazioni, e così via).

Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette nè assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali, è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dal presente capo.

Lo prevede la Legge 27 gennaio 2012, n. 3 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 2012, n. 24 e recante“Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonche’ di composizione delle crisi da sovraindebitamento”.

Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso. Il piano dovrà prevedere le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni.

La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei redditi futuri. Nei casi in cui i beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell’accordo.

Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:

a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del nuovo termine;
b) l’esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi;
c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impignorabili.

Il provvedimento contiene inoltre alcune tutele per le imprese contro l’usura e flessibilità nell’accesso ai finanziamenti antiracket.

 

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