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Mondoconsumatori critica il canone idrico e propone la “tariffa sociale per l’acqua”

Di Antonio Giuseppe D’Agostino

Un aumento che sfiora il +180%; doppie cartelle intestate allo stesso utente; cifre da capogiro; pagamenti andati in prescrizione, ma per cui viene chiesto l’incasso; una sentenza del Giudice di Pace ignorata.

Il canone idrico rappresenta una nuova tremenda vessazione (non parliamo di tassazione, nda) per i cittadini di Reggio Calabria che, dopo l’incubo TARES , si trovano ad affrontare un’emergenza economica per il pagamento imposto dal Comune.

Il tutto mentre in città la situazione appare ormai al collasso, anche a causa della mancanza di un referente politico che comunichi con i cittadini e che metta in ordine gli errori che la burocrazia troppe volte commette a discapito di una città che sembra vivere l’ennesima beffa commissariale, a qualche giorno dalla sentenza delle Sezioni Unite della Corte d’Appello che ha evitato il rischio default.

Un provvedimento fomentato dai tanti predicatori che a Reggio l’hanno utilizzato per “ giustificare” un aumento delle tariffe per servizi che non vengono forniti e per preparare la loro riscossa politica. Una ridiscesa in campo che suona come un tradimento nei confronti dei cittadini che, per l’ennesima volta, stanno “invadendo” gli uffici comunali, in questo caso la REGES, o le associazioni dei consumatori che anche questa volta si trovano in prima linea a tutela della cittadinanza.

Una di queste è Mondoconsumatori che, in questi giorni, sta vivendo un vero e proprio inferno per tutelare i reggini e per calmare gli animi di coloro che si sentono defraudati dall’ennesima tassa comunale che rischia di esasperare la popolazione.

A intervenire sulla questione è il Segretario Nazionale Antonino Ivan Merenda, reggino doc, che da anni tutela gli interessi dei cittadini, sia a livello nazionale sia locale, e che proprio in questi giorni raccoglie le denunce e le lamentele dei reggini.

Antonino Merenda, quali sono i programmi organizzativi di Mondoconsumatori?

Mondoconsumatori, che mi onoro di rappresentare nella qualità di Segretario Nazionale, nasce il 13 marzo del 2005 dalla decisione comune del gruppo storico dirigente della Federconsumatori Regionale Lazio. L’idea è quella di estendere, in modo ancora più efficace del passato, le attività di intervento a difesa dei diritti fondamentali dei consumatori utenti. E questo perché siamo consapevoli della necessità di sperimentare forme alternative e innovative di azione politica per i cittadini. Soprattutto per quelli più deboli e svantaggiati. Mondoconsumatori viene costituita per affrontare le sfide economico-sociali più attuali, in un quadro generale che, sia a livello nazionale che a livello regionale, è diventato complesso e contraddittorio. La difesa dei cittadini consumatori utenti è la nostra mission principale. Sul territorio nazionale contiamo tante sedi ed in particolar modo sulla città metropolitana di Reggio Calabria siamo presenti con decine di sportelli territoriali. Oggi, più di ieri i consumatori subiscono soprusi continui in settori di largo consumo, per cui abbiamo lanciato le tre campagne: SOS Usura ed Anatocismo bancario, SOS Telefonia ed SOS Sovraindebitamento e/o cartelle esattoriali.

Un cittadino a difesa dei cittadini e ora, in riferimento alle tariffe del canone idrico, cosa sta accadendo in città?

Negli ultimi giorni sono state recapitate, alle famiglie reggine, da parte del Comune di Reggio Calabria, le fatture relative alla fornitura del servizio idrico comprendenti: la tariffa base, le acque reflue ed il servizio di depurazione. Dobbiamo evidenziare le irregolarità della gran parte , sia perché, parecchi utenti, ai quali vengono chiesti importi riferiti ad anni risalenti nel tempo, hanno già provveduto al pagamento, sia perché non si tiene conto dell’avvenuta prescrizione.

Un paradosso visto che il 90% della popolazione non può utilizzare l’acqua per uso potabile?

Difatti, questo è il problema centrale per due aspetti fondamentali: il primo è il costo eccessivo delle tariffe rispetto alla qualità dell’acqua erogata ( nella gran parte dei casi inutilizzabile per usi domestici ), il secondo è la non funzionalità dei depuratori acclarata dai divieti di balneazioneper gran parte della costa che bagna il territorio comunale. Pertanto, mi sento di dire, che in questo caso vengono violati i principi di giustizia tributaria , considerando che il pagamento dei servizi erogati non è congruo alla qualità degli stessi.

Ma questo può essere stato causato dal gap comunicativo fra le Istituzioni e i cittadini?

Certamente si. Il vuoto che si è creato in questo ultimo periodo nella nostra città ha lasciato il segno . Noi abbiamo sempre cercato di poter avere un confronto costruttivo, ma non ci è stata mai data l’opportunità.

La città soffre una crisi economica ormai insostenibile, dove le famiglie monoreddito sono in aumento.

Ma non si era parlato soprattutto di tariffe sociali?

La ringrazio per la domanda, in quanto l’aspetto sociale mi sta a cuore. Per la prima volta e’ stata introdotta una “ tariffa sociale per l’acqua“. E’ una “ prima risposta al messaggio politico venuto dal referendum, recependo quelle indicazioni“. La disposizione mira “a rendere effettivo l’obiettivo di rafforzare la natura ‘pubblica’ della risorsa acqua, come richiesto anche dal referendum del giugno 2011 e come già affermato nella normativa nazionale“. Con la norma in questione “l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas al fine di garantire l’accesso universale all’acqua assicura agli utenti domestici a basso reddito del servizio idrico integrato l’accesso a condizioni agevolate alla quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali“. La sostenibilità dell’intervento e la copertura dei costi viene garantita dalla “previsione di un’apposita componente tariffaria ” per le “utenze non agevolate del servizio idrico integrato“.

Tutto questo accade, quindi, nella totale “ignoranza” dei cittadini reggini che ora corrono il rischio di pagare una penale, ma come è stato possibile?

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento sul Servizio Idrico Integrato, è previsto, all’art. 57 che “ qualora l’utente riceva la bolletta in ritardo per poter effettuare il pagamento nei termini può ottenere la ristampa della bolletta con una nuova data di scadenza semplicemente esibendo la bolletta ricevuta completa di ogni sua parte ed in particolare del timbro postale di ricevimento ”. In riferimento alla Penale per Ritardo pagamento recita “ Ai fini della non applicabilità della penale per ritardo pagamento ( pari al 2% dell’importo da pagare entro i primi sei giorni dalla scadenza, al 6% oltre i sei giorni) ai sensi dell’art. 57 del regolamento del Servizio Idrico Integrato vigente è necessario autocertificare la data di ricezione della bolletta utilizzando il seguente modello”. Come si può ben comprendere è una procedura tortuosa che crea soltanto disagi ai cittadini consumatori utenti.

In conclusione, si può superare questo disagio e in quale modo il cittadino può tutelarsi?

Il disagio appena esposto lo si può superare concedendo trenta giorni di proroga per il pagamento della prima rata, soluzione logica che darebbe l’opportunità a tutti i cittadini di poter regolarizzare il pagamento relativo alla prima rata o in alternativa dare la possibilità di autocertificare la data di arrivoe dalla stessa dare un lasso di tempo congruo al pagamento, senza l’applicazione di penali per tardivo pagamento. Per questi ed altri problemi i nostri sportelli sono sempre aperti per dare un contributo fattivo, volto alla risoluzione di infinite problematiche che ogni giorno affliggono numerose famiglie della città Metropolitana di Reggio Calabria.

 

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